3 dicembre 2021 Nel rigettare una domanda, proposta da alcuni cittadini italiani ricorrenti, di sospensione cautelare dell’efficacia del Regolamento n° 2021/1953, in materia di certificato Covid digitale Ue, il Tribunale dell’Unione ha puntualizzato che tale certificato non viola il diritto alla libertà di circolazione protetto dai Trattati comunitari, poiché il Regolamento lascia impregiudicata la competenza degli Stati membri nell’imporre restrizioni alla libera circolazione, motivate dall’esigenza arginare la diffusione della pandemia, e, comunque, proprio grazie al certificato digitale Covid è stata favorita la ripresa del concreto esercizio della libertà di circolazione, in forza del quadro di fiducia basato su un’infrastruttura a chiave pubblica, con identificativi univoci (cfr. Tribunale U.E., ordinanza presidenziale del 29 ottobre 2021, in causa T-527/21 R)
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